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Relazione inaugurale - Carlos Cacciavillani

Testi istituzionali - Inaugurazione MusAA

Conservazione e trasmissione del patrimonio costruito abruzzese

 

La Regione Abruzzo, con le sue specificità e particolari diversità, è da sempre terra di passaggio ma anche di continui scambi culturali e commerciali, con una molteplice varietà delle tecniche costruttive stratificate, dovuta alla peculiare e variegata geografia dei luoghi d’Abruzzo.

Lo stretto rapporto che lega il costruito e le strutture economiche-sociali verifica con chiarezza le influenze esterne tra ambiente rurale e ambiente urbano, che hanno originato le trasformazioni aggiunte dall’uomo nel corso dei secoli.

Alla luce del terremoto dell’Aquila diventa ancor più necessaria la conoscenza e consapevolezza del ricco patrimonio edilizio storico della zona, in relazione agli aspetti formali, tipologici e costruttivi, incentrando l’attenzione in maniera sostanziale e diretta sui materiali e le tecniche costruttive impiegate nella realizzazione di tali manufatti architettonici, insieme alle molteplici relazioni che si intessono con le distinte variabili presenti nel territorio letto nel suo specifico: esse sono frutto della cultura materiale di un’epoca, che trova nell’architettura cosiddetta “minore” espressione e continuità.

Dopo il terremoto il problema dell’abbandono delle aree interne può diventare ancora più drammatico: già oggi paesi interi, con la loro storia e tradizioni, sono quasi completamente spopolati. È fondamentale non disperdere tale ricchezza, aprendo musei, valorizzando le aree archeologiche e, in sintesi, diffondendo la cultura del patrimonio storico. In tal senso può essere efficace la conoscenza e divulgazione del materiale documentario raccolto sull’architettura del territorio abruzzese e aquilano in molti anni di attività didattica e di ricerca, svolta presso i corsi di “Storia delle Tecniche Architettoniche” e “Storia dell’Architettura” nella Facoltà di Architettura di Pescara dell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

I molti disegni, rilievi, tesi di laurea e di dottorato, plastici di architettura in scala, sono frutto di uno studio minuzioso e specifico realizzato su aspetti significativi, in relazione ai caratteri formali, tipologici e costruttivi; si individuano alcuni elementi ricorrenti, elaborati mediante l’uso di tecniche edilizie consolidate dall’impiego frequente dei materiali della tradizione locale: la pietra, l’argilla, il ferro, il legno.

L’analisi diretta e tangibile della natura materica di un edificio, insieme all’esigenza di indagarne le tec­niche costruttive e le modalità di esecuzione, si confronta con un patrimonio costruito vasto e non inserito nell’ambito dell’architettura cosiddetta ‘monumentale’.

Tale conoscenza storico-costruttiva è fondamentale in funzione della ricostruzione dei centri abitati distrutti dal sisma e per il consolidamento degli edifici storici comunque colpiti, nonché per la salvaguardia e valorizzazione futura di questo patrimonio artistico e culturale, costituito da castelli, chiese di culto, oltre che dai piccoli borghi e gli edifici rurali.

Attraverso la diffusione degli studi sull’architettura del territorio abruzzese si vuole trovare un momento di sintesi del processo di conoscenza del costruire tradizionale e delle sue modalità, finalizzato non solo al recupero di tali manufatti, ma alla necessità di conservare e trasmettere un patrimonio costruttivo ricco e ancora poco indagato.

prof. arch. Carlos Cacciavillani    

arch. Nina Margiotta    

arch. Claudio Mazzanti    



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